Seconda giornata a Gerusalemme e la stanchezza inizia a farsi sentire. Del resto il fuso è +1 ora avanti, quindi l’orario effettivo di partenza dall’albergo è 6.30 italiane (7.30 locali).
Abbiamo iniziato la giornata con la spianata delle moschee, arrivando fino alla Moscha di Omar con la celeberrimma cupola d’oro; dopodichè siamo scesi al Muro del Pianto, permesso solo agli uomini. E anche qui c’è stato un incontro ravvicinato con la gente.
Infatti oggi era la festa ebraica del Bar Mitzwah, tutti i ragazzi che hanno compiuto dodici anni sono diventati adulti e da oggi potranno leggere anche loro i rotoli della legge, custoditi presso il muro. Questa occasione è molto sentita e dunque c’era una grande festa in tutta la città.
La cerimonia avviene così: il ragazzo viene accompagnato ad uno di questi armadi e gli viene consegnato un rotolo, poi si avvicina ad un tavolo dove viene srotolato ed il ragazzo legge le scritture aiutandosi con la manina. Il tutto viene accompagnato da un lancio di caramelle da parte delle donne che sono su una terrazza poco distante. Prima di lasciare il Muro ed il quartiere ebraico siamo stati al cenacolo, dove è stata fatta l’ultima cena; ed alla Chiesa della dormizione, in cui sembra che Maria sia ascesa al cielo.
Abbiamo poi proseguito per la chiesa del Gallicantu, il luogo dove Pietro rinnegò Gesù Cristo.
Il pomeriggio è stato dedicato a Betlemme, la città natale di Gesù Cristo. Per arrivarci bisogna passare il posto di controllo al muro che divide la Palestina da Israele. Davvero impressionante.
La visita alla città è iniziata con la Basilica della Natività, arrivando fino alla grotta in cui è nato Gesù Cristo. Durante l’ingressso abbiamo avuto l’occasione di vedere una cerimonia armena.
Usciti dalla Basilica abbiamo raggiunto il Campo dei Pastori; dove gli angeli diedero la buona Novella. Da qui si vede la strada di sicurezza al confine tra Palestina e Israele, e tutta Betlemme.
Domani saremo ancora a Gerusalemme. Sarà l’ultima sera qui, che passeremo all’Orto degli Ulivi.
Questo articolo sta vivendo varie fasi di redazione: l’ho iniziato alle 19 ed alle 23.35 non l’ho ancora finito. Però nel frattempo sono successe diverse cose. Prima di uscire ho fatto una chiaccherata con il receptionist, un semplice padre di famiglia che ha una figlia che ha appena finito l’università. A seguire una passeggiata nella movida di Gerusalemme, una lunga via piena di negozietti e artisti di strada. Siamo nella città nuova, lo stile di vita è già più occidentale, ma Gerusalemme ha sempre un fascino particolare che prende dentro, fa scorrere il ritmo dei suonatori nelle vene e fa venire voglia di ballare, qui il tempo si ferma e si rimane sospesi in un’altra dimensione.