Foto!!!!
Ed ecco finalmente un pò di foto da questo fantastico viagggio
Ed ecco finalmente un pò di foto da questo fantastico viagggio
Siamo rientrati intorno alle 4 di notte. L’ultima parte del pellegrinaggio comprendeva la chiesa della Visitazione e Giaffa, la casa di Pietro. Prima di partire per Giaffa abbiamo visitato il museo dello Yad Vashem, uno dei più grandi musei sull’olocausto.
Poi ci ha atteso un aereo che ci ha riportati a casa. Alla vita di tutti i giorni. Il viaggio è andato bene, ci siamo riposati un pò tutti ed ho avuto modo di metabolizzare tutto quello che ho vissuto.
Un’esperienza intensa, una concentrazione di emozioni difficile da descrivere. In questi giorni ho incontrato luoghi e persone; ho sentito rumori e odori. Tutti di seguito facendo solo un passo avanti o indietro. Dal quartiere armeno a quello cristiano, a quello ebraico e poi a quello musulmano; tutti attorno al Santo Sepolcro.
Ci hanno sempre ripetuto che bisogna incontrare la gente, parlarci e ascoltare quello che hanno da dire. La prima volta che mi succede. Quello che mi manca nei miei soliti viaggi.
Mi sono fatto raccontare un paio di storie, molto toccanti e dolorose. Storie che sarebbero normali nel mio mondo. Invece lì è tutto più difficile, o meglio, lo diventa. Le autorità per concedere autorizzazioni ci metto mesi, non per inefficienza; ma per paura forse, per dispetto.
Dei ragazzi ci hanno chiesto se vivremmo a Gerusalemme. La mia risposta: forse si.
Gerusalemme è la più bella del mondo, adorata e ambita da tutti, ma mai concessa a nessuno. Dichiarata Città Santa, unica ed indivisibile. Amarla a prima vista è automatico, dimenticarla impossibile.
La testa è piena di ricordi, le oltre 600 foto non li faranno sbiadire tanto presto; l’intenzione di iniziare una collaborazione con Padre Ibrahim lascia la speranza di ritornare; la vita che sembra sempre più stretta mi dà la forza di crederci che sia possibile.
[Adesso posso mettere qualche foto. Sono in una gallery a lato. Enjoy it.]
Rapito da Gerusalemme!
Non ho mai visto una città così bella e imponente come questa. Da dentro magari non sembra, ma dal Monte degli Ulivi la vista è magnifica.
Stamattina abbiamo visitato tutti i luoghi sul Monte. Siamo arrivati fino in cima con il pullman, dove abbiamo visitato il luogo dove venne insegnato il Padre Nostro, territorio francese. La particolarità di questo luogo è che nel cortile delle carmelitane sono presenti lastre con inciso la preghiera in tutto le lingue del mondo e alcuni dialettti; tra cui il milanese ed il romagnolo. Ci sono anche versioni inglese, spagnola ed ebraica in braille.
Scendendo, siamo arrivati alla necropoli, da cui si vede Gerusalemme in tutto il suo splendore. A fianco c’è un cimitero ebraico, che oggi ospitava una cerimonia funebre.
Ancora più sotto c’è l’orto del Getsemani, e da qui si ha tutta la Città Santa ad un palmo dal naso. Spettacolare ed emozionante.
Proseguendo abbiamo raggiunto la chiesa dell’ Assunzione di Maria.
Nel pomeriggio abbiamo visitato la chiesa di S. Anna con le piscine probatiche, il sinedrio, il luogo del processo di Gesù Cristo ed l’Ecce Homo. Quest’ultimi sono situati lungo la Via Dolorosa, gli ultimi metri che sono stati percorsi da Gesù fino al Calvario. Siamo entrati dalla porta di S. Stefano e siamo giunti fino alla Chiesa del S. Sepolcro.
Domani è l’ultimo giorno. Al mattino saremo ancora a Gerusalemme, nel pomeriggio ci sposteremo per raggiungere Jaffa e poi l’aeroporto di Tel Aviv.
ore 4.10 locali.
Ci stiamo muovendo per assistere all’apertura del Santo Sepolcro che avverrà alle 5.
[UPDATE] La Basilica era già aperta, ma non c’era ancora nessuno. Era in corso una celebrazione armena, che è terminata davanti nel Sepolcro. Subito dopo è seguita una messa cattolica a cui abbiamo partecipato; il celebrante ed i lettori erano davanti alla tomba, mentre noi eravamo appena fuori, vicino ad un piccolo altare.
Nel frattempo è iniziata un’altra messa cattolia al Calvario. Quasi impossibile descrivere quello che si prova; in quel silenzio la mente viaggia per conto suo, si lascia trasportare dall’atmosfera solenne mentre il sole fuori inizia ad alzarsi.
E’ una Gerusalemme che ancora dorme quella incontrata all’andata, mentre al ritorno si inizia a svegliare riprendendo la sua vita quotidiana.
Ritorniamo in albergo. Ci attendono gli altri che non sono venuti (eravamo circa una trentina); colazione e poi raggiungeremo il monte degli Ulivi, dove passeremo la mattinata
Seconda giornata a Gerusalemme e la stanchezza inizia a farsi sentire. Del resto il fuso è +1 ora avanti, quindi l’orario effettivo di partenza dall’albergo è 6.30 italiane (7.30 locali).
Abbiamo iniziato la giornata con la spianata delle moschee, arrivando fino alla Moscha di Omar con la celeberrimma cupola d’oro; dopodichè siamo scesi al Muro del Pianto, permesso solo agli uomini. E anche qui c’è stato un incontro ravvicinato con la gente.
Infatti oggi era la festa ebraica del Bar Mitzwah, tutti i ragazzi che hanno compiuto dodici anni sono diventati adulti e da oggi potranno leggere anche loro i rotoli della legge, custoditi presso il muro. Questa occasione è molto sentita e dunque c’era una grande festa in tutta la città.
La cerimonia avviene così: il ragazzo viene accompagnato ad uno di questi armadi e gli viene consegnato un rotolo, poi si avvicina ad un tavolo dove viene srotolato ed il ragazzo legge le scritture aiutandosi con la manina. Il tutto viene accompagnato da un lancio di caramelle da parte delle donne che sono su una terrazza poco distante. Prima di lasciare il Muro ed il quartiere ebraico siamo stati al cenacolo, dove è stata fatta l’ultima cena; ed alla Chiesa della dormizione, in cui sembra che Maria sia ascesa al cielo.
Abbiamo poi proseguito per la chiesa del Gallicantu, il luogo dove Pietro rinnegò Gesù Cristo.
Il pomeriggio è stato dedicato a Betlemme, la città natale di Gesù Cristo. Per arrivarci bisogna passare il posto di controllo al muro che divide la Palestina da Israele. Davvero impressionante.
La visita alla città è iniziata con la Basilica della Natività, arrivando fino alla grotta in cui è nato Gesù Cristo. Durante l’ingressso abbiamo avuto l’occasione di vedere una cerimonia armena.
Usciti dalla Basilica abbiamo raggiunto il Campo dei Pastori; dove gli angeli diedero la buona Novella. Da qui si vede la strada di sicurezza al confine tra Palestina e Israele, e tutta Betlemme.
Domani saremo ancora a Gerusalemme. Sarà l’ultima sera qui, che passeremo all’Orto degli Ulivi.
Questo articolo sta vivendo varie fasi di redazione: l’ho iniziato alle 19 ed alle 23.35 non l’ho ancora finito. Però nel frattempo sono successe diverse cose. Prima di uscire ho fatto una chiaccherata con il receptionist, un semplice padre di famiglia che ha una figlia che ha appena finito l’università. A seguire una passeggiata nella movida di Gerusalemme, una lunga via piena di negozietti e artisti di strada. Siamo nella città nuova, lo stile di vita è già più occidentale, ma Gerusalemme ha sempre un fascino particolare che prende dentro, fa scorrere il ritmo dei suonatori nelle vene e fa venire voglia di ballare, qui il tempo si ferma e si rimane sospesi in un’altra dimensione.
Oggi non è stata una giornata molo pesante dal punto di vista fisico, ma il pomeriggio è stato pieno di emozioni.
Prima di lasciare Jericho siamo entrati nella oasi di Ein Gedi, un’area rocciosa da cui sgorgano 3 specchi d’acqua fresca e limpida. Sullo sfondo uno splendido panorama del mar Morto contornato dalle colline giordane.
Verso ora di pranzo siamo entrati a Gerusalemme, risalendo dai 400 metri sotto il livello del mare di Ein Gedi e raggiungendo i circa 800 metri della Città Santa.
Nel pomeriggio abbiamo visitato la basilica del Santo Sepolcro e del Monte Calvario. Una grande chiesa circolare che porta ancora i segni delle delle 3 grandi religioni monoteiste e le recenti ferite della rissa scoppiata qualche mese fa per un ritardo di una celebrazione. Sono volati turiboli e calici ovunque.
I pullman ci hanno poi portatto dalla porta di Jaffa al centro parrocchiale di padre Ibrahim, un frate che è riuscito a raccogliere intorno a sè i ragazzi palestinesi, farli studiare o offrire loro un luogo di aggregazione e di ritrovo. Abbiamo avuto momento di scambio culturale e siccome l’ospitalità da queste parti è sacra ci hanno offerto una pre-cena. Molto apprezzata.
A Gerusalemme resteremo fino a mercoledi, in effetti di roba da vedere ce n’è parecchia; e comunque dal vivo è ancora più bella e capisco i ragazzi di padre Ibrahim che non se ne vorrebbero andare da qui.
Ore 13.48: Appenna arrivati a Gerusalemme!
Siamo appena arrivati a Jericho.
Anche oggi è stata una giornata molto calda, d’altronde eravamo della depressione del mar Morto, 400 metri sotto il livello del mare. Si sono raggiunti i 40 gradi all’ombra.
Prima di lasciare Nazareth abbiamo visitato il monte Tabor, il luogo della trasfigurazione. Da questo monte, alto circa 600 metri si ha una visione di tutta la piana israelitica, contornata dalle colline giordane.
La giornata di oggi potrebbe essere riassiunta come la giornata dei cambiamenti. Infatti, il cambio di pernottamento ha comportato un cambio di paesaggio e di autorità notevoli. Va sottolineato che al momento ci troviamo in Palestina. Abbiamo dunque lasciato alle nostre spalle distese pianure coltivate a cotone e cereali per trovare un paesaggio arido e desertico.
Prima di arrivare a Jericho abbiamo visitato gli scavi di Qram, dove sono stati ritrovati i primi manoscritti sull’Antico Testamento.
Non ci siamo fatti sfuggire un bagno rigenerante nei fanghi e nei sali del mar Morto, dove affondare è praticamente impossibile poichè si continua a galleggiare per metri e metri.
Resteremo solo una notte a Jericho, infatti già domani sera raggiungeremo Gerusalemme per trascorrere gli ultimi giorni del pellegrinaggio